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Gran Caffè Scagliola: Il caffè musicato di Napoli

C’è un posto nel cuore del centro storico di Napoli, dove prendere un caffè diventa un’esperienza sensoriale oltre che gustativa. Facendovi largo tra viottoli basolati – micidiali quando bagnati, fate attenzione a non scivolare e andare a capa ‘nterra –, arrivati in Vico San Pietro a Majella sede del prestigioso Conservatorio di Napoli, c’è una caffetteria dal nome che richiama gli anni cinquanta: Gran Caffè Scagliola.

Varcando la soglia, verrete investiti dal profumo seducente della moka ed entrerete in un antro fatto di assi di legno e un bancone sulla sinistra. Dietro di esso, un signore affaccendato.

«Gentilmente, mi farebbe un caffè?»

Immediatamente l’uomo compirà l’azione da manuale, oramai ripetuta migliaia di volte: caricamento del caffè nel filtro, innesto della manopola nella grossa macchina da caffè e pochi secondi dopo, all’interno della tazzina, scorrerà dai canaletti la bevanda più desiderata dagli italiani.

Al primo sorso sentirete dei violini suonare un motivo celestiale, ma non sarà stato il caffè – seppur eccezionale – a farveli sentire, bensì il suono delle esercitazioni proveniente dalle stanze del Conservatorio, diffusosi per i vicoli e arrivato alle vostre orecchie. Terminato quel concerto dei piaceri in caffè maggiore, con naturalezza esprimerete la gratitudine verso quell’uomo, perché mai nella vostra vita vi era capitato di vivere una cosa del genere.

Un sorriso ricambiato e una mano tesa per presentarsi.

Si chiama Nicola, Nicola Scagliola (no, non ve lo dirà alla “James Bond”, l’ho scritto appositamente per dargli risalto), sommelier certificato e proprietario di quello che reputa il suo più grande orgoglio.

Gran Caffè Scagliola

Sbirciando qua e là cercherete il motivo di un così forte attaccamento a quel posto e Nicola, notando la vostra curiosità, prenderà un mazzo di chiavi appeso alla parete e vi chiederà di seguirlo.

Vi porterà nel suo eldorado, un’enoteca proprio di fianco alla caffetteria: una gigantesca cristalliera contenente oggetti preziosi, una specie di grotta fatta di scaffalature sulle quali, adagiati, ci saranno i vini più disparati: dai pregiati Chardonnay ai nostrani Lacryma Christi, dal Fiano all’Aglianico, dalla Falanghina al Greco di Tufo; champagne per soddisfare qualsivoglia palato, da Laurant-Perrier a Moet Chandon.

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Gran Caffè Scagliola

E mentre gli occhi di Nicola brilleranno di fierezza, non riuscirete a credere ai vostri per la ciclopica varietà di liquori dall’enorme valore. Whisky di tutti i tipi, compreso il ricercatissimo Macallan, grappe, amari e il pezzo forte di tutto il suo caveau di distillati: il prezioso rum Caroni, di nome e di fatto. Sì, perché stiamo parlando di uno dei rum più costosi prodotto in America Meridionale, con prezzi che possono arrivare anche al migliaio d’euro.

Nuovamente una melodia dalle stanze del Conservatorio, e stavolta un pianoforte riverserà delle note nell’aria. Nicola si muoverà tra le bottiglie mostrandovisi a pieno agio, assumendo le sembianze per qualche attimo di Bacco: la divinità romana non esiterà ad aprirvi una bottiglia di limoncello accompagnandolo con dei tipici babà napoletani.

Gran Caffè Scagliola

L’ultimo morso, l’ultimo sorso e senza rendervene conto sarete giunti ai saluti. Al termine dell’idillio “eno-musicale” e dopo aver rivolto i saluti a Nicola, non avrete più timore di rimettere piede sui basoli scivolosi perché camminerete a un palmo dalla strada.

Un po’ per l’ebbrezza che il dio Bacco avrà provocato, un po’ per la felicità di averlo incontrato.

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