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Cultura generale napoletana – I modi di dire: ‘O NEVAIUOLO!

 

Acquaiuò! L’acqua è fresca? … Manche ‘a neva!”
Eccoci davanti ad un modo di dire molto diffuso a Napoli. Si tratta di una domanda retorica, a risposta certa: è ovvio! Come domandare ad un fruttivendolo “sono freschi questi pomodori?” o al mercatino dell’antiquariato “questa radio del dopoguerra è funzionante?”.
Ogni commerciante elogia inevitabilmente la propria merce, di conseguenza ogni volta che a Napoli porrai domande la cui risposta è ovvia ti sentirai dire “Acquaiuò! L’acqua è fresca?” oppure “Acquaiuò comm’è ll’acque?”.

L’acquaiolo o acquafrescaio, con il caratteristico chiosco, è ancora molto attivo a Napoli, specie durante l’estate.

L’acquafrescaio offre la possibilità di gustare premute, succhi e -ad oggi-  anche centrifughe di frutti esotici.

La nascita del primo acquafrescaio risale a tempo immemore, uno dei prodotti tipici del chiosco era (ed è) ‘a subbretta, il sorbetto, oggi comunemente conosciuto come granita al limone.

E’ stato proprio l’amore dei napoletani per il sorbetto che ha portato all’invenzione, nel 1960, della macchina da granita ad opera di Salvatore Cortese.

Quando non esisteva il frigo (e questo ve ne fa capire le antiche origini), per tenere sempre in fresco le bibite, l’acquaiolo disponeva di barre di neve ghiacciate. Ed è qui che entra in campo il nevaiolo, il venditore di neve ghiacciata. Questo mestiere è oramai estinto, anche se camminando sul lungomare in primavera o in estate, potrete ancora gustare la vera granita napoletana preparata grattando sulle barre giganti di neve gelata.

Il modo di dire “tene ‘a neve dinte ‘a sacca”  deriva dal fatto che il nevaiolo, soprattutto nel periodo estivo, andava sempre di fretta perché il ghiaccio trasportato in delle sacche a bordo di un carro rischiava di sciogliersi. Il nevaiuolo raccoglieva la neve d’inverno sul Monte Faito o sulle pendici del Vesuvio per poi ammassarla in grotte sotterranee dove ghiacciava, le nevere. Si andava poi a caricarla coi muli per trasportarla e venderla in estate.

Nel Cilento, sui monti Alburni è possibile visitare le antiche nevere, alcune delle quali sono ancora funzionanti!


L’ingresso di un’antica nevera

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