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Vomero Chocoland: la fiera che vi inonderà di cioccolato

Ghiottoni di tutta Italia, alleatevi!

Armatevi del vostro cucchiaino più agguerrito e andate alla conquista di Napoli: Vomero Chocoland, fiera del cioccolato in programma dal 27 ottobre all’1 novembre, inonderà di prelibatezze le strade del Vomero portando tra la popolazione un notevole aumento della glicemia e colesterolemia.

cacao
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La storia sulla bontà della cioccolata, però, non è stata sempre tutta zucchero e vaniglia: la Theobroma cacao, non spaventatevi è il nome scientifico del comunemente detto cacao, è una pianta dalle origine antichissime e il suo nome rievoca la sacra considerazione che le popolazioni sudamericane avevano di essa, cioè cacao cibo degli dei. I maya e gli aztechi, e probabilmente popolazioni ancora più ataviche, furono le prime a interessarsi alla coltivazione della pianta e alla lavorazione dei semi da cui deriva il cacao, dal quale ricavavano una bevanda amara chiamata xocoalt, in onore dell’ancora più impronunciabile dea della fertilità Xochiquetzal. Affascinante e mistico. Tutto sarebbe andato per il meglio, se non fosse stato per europei che, oltre a colonizzare e assoggettare le popolazioni del Nuovo Continente, ebbero anche da ridire sulle tradizioni e le usanze di queste popolazioni. Primo fra tutti fu Cristoforo Colombo che assaggiando la bevanda più apprezzata dagli indiani esclamò «questa roba ve la tenete sempre voi» e se ne ritornò a casa sua (fonti autorevoli certificano che si espresse proprio con queste parole). Solo successivamente il cacao fu diffuso in larga scala in Europa, grazie al condottiero spagnolo Hernàn Cortéz che riguardo a Colombo si espresse così «non date retta a Colombos que non compriende nada da la vida. Datemi sto cacaos e non ve preoccupes» (parole confermate dalle succitate fonti): da Siviglia alla siciliana Contea di Modica – dove viene ancora lavorato seguendo la ricetta azteca -, il cacao sbarcò in un secondo momento in Francia, Inghilterra e Olanda, e attraverso i secoli successivi e il perfezionamento di apposite strumentazioni venne lavorato e dolcificato, arrivando a rassomigliare nel 1800 a quello che attualmente siamo abituati a mangiare.

Dalla storia millenaria del cacao al Vomero Chocoland il passo è breve.

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Un’intera isola pedonale tra Galleria Vanvitelli, via Luca Giordano e Scarlatti verrà allestita come di consueto, permettendo ai partecipanti di accedervi gratuitamente: la kermesse del cioccolato artigianale sarà arricchita di numerose iniziative che garantiranno lo stretto contatto col pubblico, che non sarà “costretto” solamente a mangiare. Si organizzeranno workshop con maestri cioccolatieri, tra cui Antonio e Mattia Vanacore che terranno un corso su come fare i cioccolatini, i laboratori didattici cureranno diverse degustazioni, e per i più audaci – per non dire puorc’ che è un termine politicamente scorretto, mi dicono – le attrattive più estreme, i Choco-Kebab e Choco-Cuoppo (qui il programma ufficiale).

Seguendo sempre un modello di sana educazione verso il cioccolato (non dimentichiamoci che il cioccolato fondente quanto più puro è, tanto sarà ricco di flavonoidi, importantissimi antiossidanti vegetali a beneficio dell’uomo), preparatevi tutti, adulti e bambini, ma senza esagerare e senza perdere tempo.

Parafrasando il recentemente compianto Gene Wilder, nel celebre film ‘Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato’: «abbiamo così tanto tempo e così poco da fare. Fermi, è il contrario!».

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