E SEI DI CASA CON HOUSE TRAVELLING

Festival dell’Oriente: Napoli si veste coi colori del Levante

Quando l’anno scorso le bacheche Facebook furono intasate dalle innumerevoli foto di persone impiastricciate da polveri colorate, mi sono chiesto se non fosse il risultato di una follia collettiva dovuta al caldo asfissiante dell’estate 2015. Poco dopo, venivo a conoscenza del Festival dell’Oriente tenutosi in quei giorni a Napoli alla Mostra d’Oltremare.

festival-genericDopo l’enorme successo, il festival itinerante della cultura orientale farà di nuovo tappa dalle nostre parti e dal 23 al 25 settembre, dalle 10:30 alle 23:00, la Mostra d’Oltremare si trasformerà in un gran bazar che ospiterà un’innumerabile varietà di eventi: nei vari padiglioni troverete diverse interessanti attività come spettacoli folkloristici, mostre fotografiche, danze, concerti, tutte con varie tematiche inerenti alle tradizioni e usanze orientali; cerimonie come la vestizione del Kimono, quella della preparazione del tè oppure, per i nostalgici di Bruce Lee, performance e seminari sulle arti marziali quali Aikido, Karate, Ju Jitsu: i più temerari potranno cimentarsi nella pratica delle katane ripercorrendo le orme dei guerrieri Shaolin e Samurai, avendo premura di tornare però a casa tutti interi.

 

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Se le mazzate non fanno per voi e il vostro spirito quieto è alla ricerca d’altro, allora l’enorme stand della medicina tradizionale e dei rimedi naturali è la meta che farà al caso vostro: i padiglioni della salute ospiteranno terapie olistiche, discipline bionaturali, yoga, meditazioni, shiatsu, reiki – pratica spirituale come forma terapeutica – e tante di quelle iniziative da perderne il conto.

Dopo un bel massaggio, ben rilassati, potrete continuare a pensare al vostro benessere nell’ala dedicata alla gastronomia, punto che raccoglie una ventina di ristoranti rappresentanti le più disparate cucine etniche: tuffatevi in kafta speziate – ‘e purpette con cardamono, zafferano, cannella e cumino -, felafel fritti, babaganoush (crema a base di polpa di melanzane e salsa Tahina) ed altre centinaia di impronunciabili pietanze provenienti dal Levante.

KAFTA

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Babaganoush

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L’appuntamento più atteso, come vi ho involontariamente anticipato in apertura, è l’Holi Fest, un omaggio al sacro rito induista che viene celebrato solitamente in primavera per dire addio all’inverno, simboleggiando la vittoria del bene sul male. L’evento, che si terrà sabato 24 e domenica 25, in realtà è moltitudine di significati ed è divenuto un momento di aggregazione tra orientali e occidentali, nel tentativo di abbattere le inutili barriere razziste in favore della diversità sociale, etnica e culturale rappresentate figurativamente dalle decine di polveri colorate.

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Un po’ come si è soliti fare dalle nostre parti, esorcizzando drammi e pregiudizi quotidiani con le nostre ironie, anch’esse spesso colorite: chi riesce a vederci questa analogia potrebbe ritrovarsi a essere più orientale di quanto possa credere, chiedendosi, alla fin fine, «ma addò stanno ste barriere?».

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