E SEI DI CASA CON HOUSE TRAVELLING

I Bagni della Regina Giovanna e i misteri di Sorrento

L’arrivo dell’estate è il preambolo della conseguente invasione delle costiere campane. A pochi chilometri da Napoli, in un artiglio di terra proteso verso il mar Tirreno, sorge la bellissima Sorrento.

Se volessimo elencare i motivi per cui la penisola sorrentina è stata, è e sempre sarà uno dei posti più ambiti dalle orde di turisti in pantaloncini, gambe pallide e calzini nei sandali, non basterebbero pagine e pagine intere, cartacee o digitali che siano: il microclima mediterraneo che dà origine agli agrumeti – l’eccezionale Limoncello di Sorrento -, le meraviglie paesaggistiche, la gastronomia eccelsa, il legame con numerosi personaggi storici (basti pensare che ha dato i natali al celebre letterato italiano Torquato Tasso).

Proprio tra questi troviamo una delle figure più controverse che ha albergato nella penisola sorrentina, l’angioina Giovanna II Regina di Napoli dal 1414, la quale ha reso famoso, suo malgrado, uno dei posti più incantevoli di Sorrento, i famigerati Bagni della Regina Giovanna.

Foto di Mauro Oropallo
Foto di Mauro Oropallo

Dice «controverse», ma perché? Diciamo che la regina Giovanna a suo tempo, per le sue presunte abitudini goderecce, non si era fatta una buona nomea: Giovanna la dissoluta, Giovanna dai cento amanti, Giovanna l’insaziabile, non sono i titoli di film della commedia erotica all’italiana (come non ricordare Giovannona coscialunga), bensì i nomignoli che il popolo le aveva malignamente affibbiato per le sue scandalose abitudini. Pare che la donna, per saziare il suo appetito sessuale, trascinasse i suoi amanti nei posti più disparati del suo regno, consumasse il pasto voluttuoso e si disfacesse in qualche maniera dei suoi giovani amanti.

Una delle sue alcove preferite era proprio la conca marina sorrentina, che ha preso poi il nome de I Bagni della Regina Giovanna. Lontana dal caotico centro, in una traversina della costiera si dirama un sentiero campestre, immerso tra uliveti e agrumeti. Serpeggiando tra la macchia mediterranea e l’antica villa romana Villa Pollio Felice, improvvisamente una staccionata che affaccia su uno strapiombo di qualche decina di metri: ai vostri occhi apparirà una laguna color smeraldo che trova il suo alveo tra le rocce calcaree. Circondato da sassi e piante pendenti, il piccolo specchio d’acqua salata sfocerà in una fenditura rocciosa naturale che lo collega al mare aperto. Sarete talmente stupefatti che rischierete di prendervi un’insolazione per starla a guardare anziché scendere per tuffarvici dentro.

bagni regina-giovanna
Foto di Mauro Oropallo

 

bagni regina-giovanna
Foto di Mauro Oropallo

 

Se avrete il coraggio di resistere al richiamo di quella che poteva essere “la stanza dei preliminari della regina”, proseguendo più avanti e percorrendo un ponticello di legno, arriverete alla costa rocciosa e scoscesa che è dirimpettaia di tutta la costiera, con la possibilità di far perdere il vostro sguardo fino al golfo di Napoli. Chilometri e chilometri di costa grigio-verde che affonda le sue fondamenta nel mare blu. Sulla terraferma, disseminata di vegetazione e cubetti di cemento, delle auto sfilano sulle strade come dei puntini indefiniti. La vista si sposterà in mare aperto, lì vi verrà restituito dalle onde increspate l’intenso blu oltremare, insieme alla sensazione di poter acciuffare con le vostre mani le isole di Ischia e Procida.

E mentre un venticello accompagnerà i vostri occhi verso quello scorcio sterminato, il frinire delle cicale scandirà i vostri pensieri, tutti rivolti alle notti d’amore clandestine tra la regina Giovanna e i suoi giovani amanti.

2 thoughts on “I Bagni della Regina Giovanna e i misteri di Sorrento”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *