E SEI DI CASA CON HOUSE TRAVELLING

Settembre, andiamo. È tempo di farsi un bagno.

Andare a farsi un bagno a settembre dalle nostre parti è ritenuta cosa saggia – come non mettere il ketchup nella pasta o sulla pizza -, visto e considerato che durante i mesi estivi spiagge, anfratti e spazi di ogni genere lambiti dal mare, sono presi d’assalto dai numerosissimi bagnanti (giustamente pure, dopo un anno di fatica). Non dimentichiamoci che l’area metropolitana vesuviana è tra le più popolose d’Europa. Andare a farsi il bagno a settembre sa di consiglio da pensionati, ma è cosa sacrosanta se ci riferiamo a determinati luoghi dove è evitabile andare il mese di agosto, soprattutto nelle settimane clou.

Qui di seguito consiglierò cinque mete da riscoprire nel mese settembrino. Facendo sempre scongiuri affinché il clima sia favorevole e che nessuna pioggia possa guastare i piani: il sottoscritto si esula da ogni responsabilità a riguardo, invitandovi ad allontanare tutti i secciaoli che vedendovi in tenuta da mare potrebbero esclamare «ah, vai ancora al mare?» oppure «bella vita, se durasse!» senza manco tanto celare una venatura di mmìria, invidia.

Com’era già capitato con l’articolo sulle migliori gelaterie di Napoli e dintorni, voglio ricordare ai lettori che questa non vuole essere una classifica bensì una modesta opinione condivisa e condivisibile, pertanto abbassate subito quel dito puntatore e rimettetelo sulla tastiera.

Vediamo, quindi, quali sono i posti dove fare «‘o meglio bagno ‘e settembr’» (citazione della buonanima di mio nonno).

Parco sommerso di Gaiola

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L’impavido/a che imboccata il percorso pedonale della strada basolata che arriva alle scale a ridosso della piccola baia, sa bene che nei mesi di luglio e soprattutto agosto la spiaggia dell’area marina protetta è piena zeppa di gente e si tramuta in una specie di casba. Non un centimetro per sedervi o camminare. Facendovi largo tra criaturi iperattivi, gente distesa sugli asciugamani a quattro di bastoni – tradizionale posizione della scuola yoga partenopea – si arriva all’entrata della zona protetta dove, per fortuna, il numero degli ingressi è limitato a cento persone. Invero è che questo scenario apocalittico comincia a dissolversi verso fine agosto e il meraviglioso parco torna a essere la quieta piscina naturale più bella di Napoli (come la descrivevo nell’articolo di qualche mese fa): potrete fare comodamente il morto a galla nella vasca tufacea levigata dal mare, guardando il cielo turchese e riparati dalle numerose leggende dell’isolotto della Gaiola.

 

Isola d’Ischia

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L’isola verde è uno dei centri termali più importanti al mondo, meta gettonata tra napoletani e turisti vacanzieri, in particolar modo tedeschi: tutti sappiamo che è il luogo di villeggiatura preferito dalla Lady d’Acciaio, la cancelliera Angela Merkel. La Signora Inox, insieme a migliaia di persone, diventa ospite dell’isola partenopea che nel mese di agosto si tramuta in un crocevia di nessuno, affollatissimo e caoticissimo.Però, anche qui si assiste al magico cambiamento settembrino in quanto il Lavoro richiama a se tutti i suoi “accoliti” che avevano colonizzato l’isola, lasciandola alla quiete che le si conviene. Potrete quindi rilassarvi tra le innumerevoli terme, il mare color smeraldo e potrete “mangiare, bere e fischiare” senza che qualcun altro interrompa il vostro motivetto.

 

Marina di Puolo

Foto di Mauro Oropallo

Ci spostiamo da Napoli e ci indirizziamo verso l’altro golfo campano, quello di Salerno. Proseguendo tra i tornanti della costiera sorrentina si giunge a Massa Lubrense, un comune più unico che raro: grazie alle sue innumerevoli frazioni esso è presente su entrambi i golfi con spiagge e calette. Una di queste è Marina di Puolo, che è costituita sì da una spiaggia sabbiosa, ma anche da una costa rocciosa: essa è raggiungibile tramite una viuzza che si distacca dalla costiera, si indirizza verso il mare immergendosi nei lussureggianti uliveti e arriva alle rocce fiancheggianti quelle dei Bagni della Regina Giovanna (di cui vi parlai la volta scorsa). Massa Lubrense è l’unica località in provincia di Napoli, insieme ad Anacapri, a essere quest’anno Bandiera Blu, e nei mesi di punta è solitamente frequentata da un grande numero di bagnanti, perlopiù ragazzi, studenti e turisti delle costiere: a settembre riaprono scuole, università, finti corsi di studio on line, i turisti si ricordano di avere di una casa e pertanto ci si può godere quel meraviglioso blu oltremare da cui è lambita la caletta di Puolo.

Conca dei Marini

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La mappa oramai indica che siamo in piena costiera amalfitana: potreste anche chiudere gli occhi mettere un dito a caso sulla cartina e decidere di andare a farvi il bagno dove avete poggiato l’indice. In questo fazzoletto di terra della costiera nasce uno dei posti più incantevoli della provincia di Salerno, Conca dei Marini, una striscia di macchia mediterranea che si immerge nelle acque colore giada. Questo paesino con poco meno di mille abitanti è arroccato sui terrazzamenti addossati sul mare ed è stato dichiarato nel 1997 dall’Unesco, insieme all’intera costiera, Patrimonio dell’Umanità. E ce crer’, visto che la zona balneare è un paradiso terrestre che va sotto il nome di Marina di Conca, un lembo di spiaggia molto ridotto (considerate che l’intero paese è il quarto comune più piccolo d’Italia) che, ovviamente, diventa “zona off limits” nei mesi di punta. Settembre, invece, è il rimedio contro tutti i rompiscatole che affollano questo posto e potrete quindi spaparanzarvi comodamente nell’abbraccio dei profumi mediterranei.

 

Baia di Ieranto

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Sono convinto che se un giorno incontrassi il Creatore, questi mi indicherebbe la Baia di Ieranto, alzerebbe le sopracciglia inclinando la testa e guardandomi esclamerebbe «è bella, eh?». Questo eden incontaminato fa parte del comune di Massa Lubrense e per raggiungerlo bisogna parcheggiare a Nerano – un’altra perla naturalistica, ma se volessimo elencarle tutte faremmo notte – e intraprendere un sentiero che si perde nella leggendarietà di quei luoghi: Ieranto deriva dal greco “ieros”, appunto “sacro”, e qui si dice sorga il Tempio di Atena , qui Omero colloca le Sirene che scemunirono Ulisse. Dopo una scarpinata di una ventina di minuti – il posto è raggiungibile anche da barche rigorosamente a remi – tra ulivi e carrubi curati dalla Fondazione Ambiente Italiana, arriverete finalmente in questa minuscola spiaggia facente parte dell’Area Marina Protetta di Punta Campanella. Le dimensioni dovrebbero già indurvi a capire il perché settembre sia il mese elettivo per un bagno, sebbene resti sempre un posto paradisiaco in qualsiasi momento dell’anno.

Con Capri a un palmo dal vostro naso, una volta arrivati dopo la sfacchinata non desidererete altro che spogliarvi e trovare ristoro nelle acque verdazzurre di questo posto immortale.

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