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La sagra della cuccia: la Sicilia ritorna alle origini

La Sagra della Cuccia, una tradizionale ricorrenza che collega le lontane ma vicine Sicilia e Albania.
Nella notte precedente la 1° domenica di agosto è tradizione salire sulla Montagna delle Rose e all’alba, volti ad oriente si canta il nostalgico canto albanese “O e Bakura Moré” che ricorda l’antica patria d’origine: l’Albania. La sera nella Piazza Umberto I, viene distribuita la “Cuccia” alimento a base di fave, ceci, grano tutto condito con vino cotto, come giorno d’inizio della quaresima orientale della festa della Madonna Assunta e come ricordo dell’arrivo degli Albanesi a Palazzo Adriano.

La scalata alla Montagna delle Rose e i canti rivolti a oriente della sera precedente segnano la nostalgia della patria avita in una comunità che perpetua nei secoli la propria identità culturale, resistendo ai processi di globalizzazione. L’uso in questa occasione del grano bollito, che viene condito per farne un dolce, è interessante perché esso, in altri contesti culturali e in diverse date, assume significati che possono essere ricondotti alla medesima simbologia. L’immagine evangelica del seme, che deve morire ed essere seppellito, affinché germogli e dia nuovo frutto, ci ricorda che le civiltà agropastorali concepiscono da sempre il ciclo tra la vita e la morte come una continua rinascita, una ineluttabile catena che promette la vita eterna.

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