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Haring

Tuttomondo, l'ultima opera di Haring vive a Pisa

Nel giugno del 1989 Keith Haring  realizzò a Pisa, su una delle pareti del Convento di Sant’Antonio, il murale Tuttomondo, la cui idea nacque in modo casuale dall’incontro avuto dall’artista con un giovane Pisano a New York.
Il destino ha voluto che quella di Pisa sia stata l’ultima opera pubblica realizzata dall’artista prima della morte, avvenuta nel 1990. L’opera ha per tema l’armonia e la pace nel mondo.  In centottanta metri quadri c’è tutta la zoologia fantastica cara all’artista, in un alternarsi di evocazioni positive e negative, con valori da evidenziare e pericoli da esorcizzare.

Le opere di Haring non erano fatte per durare in eterno: invece con questo murale l’artista concepisce un’opera fatta per restare, la prima e unica. I fortunati che assistettero alla realizzazione dell’opera ci raccontano di un happening con Haring a lavoro con la musica hip-hop trasmessa dal ghetto blaster, lo stereo portatile suo fedele compagno creativo. Poi, per la fase di colorazione, la musica cambiava: a Grandmaster Flash e alle rime dei Public Enemy, si sostituivano le melodie delle colonne sonore dei film di Walt Disney, con gli spray e le vernici colorate che si alternavano. Impiegò una settimana per realizzarla, invece di un giorno come faceva sempre, scegliendo colori meno intensi del solito, più adeguati al contesto della città e, stimolato dà un titolo al murale, cosa che non era solito fare

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